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Un silenzio che graffia

Ci sono mani

che ti sollevano solo

per vederti cadere più alto.


Ci sono sorrisi

che odorano di santità,

ma lasciano il segno delle unghie.


Ti offrono il miele

e tu non noti il filo invisibile

che unisce il cucchiaio al polso.


Ti dicono: “Voglio solo aiutarti”,

e intanto seminano nei tuoi passi

il bisogno del ritorno.


Ti vestono di gratitudine,

come fosse una pelle nuova,

e ti guardano brillare

nel riflesso dei loro occhi.


Finché comprendi,

in un silenzio che graffia,

che non tutti i ponti portano via,

alcuni trattengono.


E che la vera mano

è quella che si ritrae

quando impari a stare in piedi.


Packy

 
 
 

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