top of page

Segni che restano

Una stella di stoffa,

gialla come un grido strozzato,

leggera eppure pesante come la storia.

Era il segno di chi non doveva essere,

di chi camminava tra gli sguardi bassi,

un’identità ridotta a vergogna

cucita sul cuore con aghi di odio.


Il filo spinato tratteneva il cielo,

stringeva la libertà in pugni di ferro.

Ogni nodo era un respiro rubato,

ogni punta, una promessa infranta.

Dietro quelle barriere

vivevano ombre senza nome,

anime accese come candele al vento,

destinate a spegnersi in un soffio.


E i binari…

Lunghi, interminabili,

serpenti d’acciaio che ingoiavano vite.

Portavano via i sogni

e li restituivano in cenere,

mentre il mondo guardava altrove.

Ogni rotaia era un addio,

un passo verso il vuoto

che nessun ritorno avrebbe mai colmato.


Ma i segni restano, incisi sul tempo,

parlano a chi sa ascoltare.

E noi, figli della memoria,

camminiamo tra quelle tracce

con il peso del ricordo,

perché nessuna stella, nessun filo,

nessun binario

dovrà mai più spezzare la dignità di un uomo.


Packy

 
 
 

Post recenti

Mostra tutti
Vento

La vita sa essere vento. Passa tra le mani, porta via foglie che credevamo radici. E mentre inseguiamo ciò che manca, non vediamo ciò che sta arrivando. Perché certe perdite non sono vuoti, ma spazio.

 
 
 
Parlano i fatti

Non fu il vento a portarmi fin qui, ma le tempeste. Quelle che nessuno ha visto, combattute quando le luci erano spente e il mondo dormiva, convinto che tutto fosse semplice. Ora osservano la vetta e

 
 
 
L’essenziale

Le cose che contano davvero non bussano alla porta. Scivolano silenziose tra le pieghe dell’ombra, come il chiarore lattiginoso della luna che accarezza i muri nella notte. Le sfioriamo senza accorger

 
 
 

Commenti


©2025 di Packy Thunder

bottom of page