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Pasqua

Una pietra chiudeva la bocca al mondo,

e il sangue si era fatto silenzio.

Tutto sembrava finito:

un corpo fermo,

una croce spoglia,

domande senza risposta.


Ma la vita non obbedisce alla tomba.

Scardina i confini,

entra nelle crepe,

spinge dove il dolore ha spento la voce.


La morte,

così certa del suo dominio,

ha trovato l’inganno:

un vuoto pieno di presenza.


Il peccato,

carico d’ombre e catene,

non resiste alla grazia

che si lascia ferire per guarire.


Pasqua è questo:

non un lieto fine,

ma l’inizio disarmante

di qualcosa che non muore.


È la prova che si può cadere

e tornare interi.

Che il dolore può farsi passaggio.

Che la vita, quella vera,

non indietreggia davanti alla croce.


E risorgere

non è solo tornare a vivere,

ma scegliere di farlo

nonostante tutto.


Packy

 
 
 

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