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Calitri

Calitri

emerge dalla collina

come un pensiero che non vuole svanire.


Le case, tinte di colori quieti,

si arrampicano l’una sull’altra

per raggiungere un filo di luce.


Nei vicoli scorre un tempo diverso:

odore di terra dopo la pioggia,

passi che conoscono la direzione

anche quando il cuore la dimentica.


La valle sotto respira lenta,

racconta storie di grano e inverno,

di mani stanche

che non hanno mai ceduto.


La notte sale piano

e avvolge tetti e campanili,

come una coperta

stesa da una madre antica.


Calitri rimane lì, immobile e vigile:

un paese che non ti lascia andare

e che, nel silenzio,

ti chiama per nome.


Packy

 
 
 

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