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Aspettarsi il silenzio

A volte restiamo delusi,

non perché il mondo sia crudele,

ma perché gli abbiamo messo addosso

i nostri stessi occhi.


Ci aspettiamo mani tese

solo perché le nostre lo sono state,

ci aspettiamo parole

dove noi avremmo parlato,

presenze

dove noi non saremmo mancati.


Ma nessuno vive con il nostro cuore,

nessuno cammina con le nostre stesse ferite.


L’errore non è l’altro

è la speranza cieca

che ci restituisca ciò che noi abbiamo dato

senza che l’abbia mai promesso.


Il segreto, allora,

non è smettere di dare,

ma liberarsi dal peso del ritorno.

Fare il bene

come si lascia scorrere l’acqua:

senza nome, senza attesa,

senza catene.


Solo così

il gesto resta puro,

e la delusione

non trova casa.


Packy

 
 
 

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