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Architettura del vuoto

Siamo pieni di passanti,

vuoti di presenze.

Ogni sguardo è una porta chiusa,

ogni passo un addio silenzioso.


I palazzi ci guardano

senza memoria,

riflettono i nostri corpi

ma non li trattengono.


Parliamo solo per abitudine,

ridiamo a volume alto

per non sentire

quanto manca davvero.


Ogni sera torniamo

in stanze ordinate

e cuori disabitati.

Facciamo finta che basti

un’abitudine accesa

a tenerci in piedi.


Ma c’è un silenzio preciso

che ci tiene legati,

come un filo tra due solitudini

che non si parlano mai.


E la città,

questa città che ci contiene,

è solo un grande guscio

senza conchiglia.


Packy

 
 
 

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