Nonostante tutto
- Packy Thunder

- 5 mag
- Tempo di lettura: 1 min
A chi torna a casa
con la polvere del giorno addosso
e il silenzio negli occhi.
A chi piega la schiena
senza piegare la voce.
A chi costruisce cose
che porteranno il nome di altri.
A chi resta sveglio
davanti a una luce fredda,
cercando un senso
tra numeri, carte, attese.
A chi cura ferite
che nessuno vede,
a chi rimette ordine
dove il mondo cade a pezzi.
C’è chi semina cemento,
chi parole,
chi pane,
chi futuro.
E ogni gesto ripetuto
diventa una forma di fede.
Perché il lavoro, certe volte,
non è fatica.
È un modo silenzioso
di dire:
“nonostante tutto,
io resto.”
Packy

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