Nel grano d’estate
- Packy Thunder

- 21 lug
- Tempo di lettura: 1 min
Nel grano d’estate
il vento passa piano,
come se volesse ricordare ogni spiga
prima che il tempo cambi voce.
La luce non trattiene nulla.
Sfiora i campi,
si posa sulle foglie,
accende il mare per un istante
e poi continua il suo cammino.
Anche il sole,
quando sembra immobile,
sta già imparando il tramonto.
Così l’estate
non promette di restare.
Fiorisce senza difendersi,
offre i suoi giorni
con la semplicità dei frutti maturi
che conoscono il momento esatto
in cui lasciarsi cadere.
Forse è per questo
che il suo calore ci raggiunge così in profondità:
perché ogni stagione che sa finire
ci insegna il valore della presenza
senza pronunciare una sola parola.
E quando l’aria cambierà profumo
e le sere diventeranno più corte,
non sarà il ricordo del sole a mancarci,
ma il tempo che avevamo tra le mani
e abbiamo capito soltanto
mentre stava già passando.
Packy

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