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Il passo che fai domani

Quest’anno ci ha tolto voce

a giorni alterni.

Ci ha insegnato il peso delle ore

e la pazienza delle crepe.


Abbiamo contato assenze

come si contano i passi al buio,

imparando che resistere

non fa rumore.


Ci siamo piegati,

non spezzati.

Abbiamo lasciato indietro ciò che bruciava

e tenuto stretto ciò che restava vero.


Ora l’anno nuovo arriva piano,

senza promesse grandi.

Chiede solo mani pulite

e occhi che non abbassino lo sguardo.


Che sia tempo di semine lente,

di parole mantenute,

di pace fatta con ciò che siamo diventati.


Se c’è speranza

non è un grido.

È il passo che fai domani

anche senza sapere la strada.


Packy

 
 
 

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