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Diventare oceano

Le luci fuori dal finestrino

sembrano vite che non mi appartengono più.

Passano veloci,

come i nomi scritti sui muri del cuore.


Dentro il fuoco di certi ricordi

c’è ancora un bambino sveglio,

con gli occhi enormi

e le mani troppo piccole per trattenere il mondo.


Ho passato anni a fare il fiume,

a rincorrere rive, persone, promesse.

Sempre in movimento,

sempre con la paura di perdere qualcosa.


Poi ho capito

che crescere non è resistere alla corrente.

È smettere di chiedere al tempo di restare.


Perché ogni cosa ha il suo destino.

Anche ciò che amiamo

a volte deve andarsene

per insegnarci chi siamo.


E ora che non corro più verso il mare,

mi accorgo della verità più difficile:

non ero nato per appartenere a una riva,

ma per diventare oceano.


Packy

 
 
 

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