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Assenze

Ci sono assenze

che non fanno rumore,

ma spostano interi pezzi di noi.


All’inizio le chiamiamo perdite,

perché lasciano stanze vuote,

messaggi senza risposta,

abitudini che continuano

anche quando l’altro non c’è più.


Poi passa il tempo.

E capisci che certe cose

non se ne sono andate per distruggerti,

ma per smettere di mentirti.


Alcune persone occupavano spazio,

non presenza.

Alcuni sogni tenevano viva l’attesa,

non la felicità.


E allora il vuoto cambia nome.

Diventa distanza da ciò che pesava.

Aria dentro il petto.

Silenzio che finalmente non ferisce.


Perché non tutto ciò che perdi

ti sta togliendo qualcosa.


A volte la vita libera il tavolo

prima di servirti qualcosa

che abbia davvero il sapore di casa.


Packy

 
 
 

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